AETNACON 2010
Primo Festival Siciliano della Fantascienza e del Fantastico
Catania 25 e 26 SETTEMBRE 2010



La prima Convention della fantascienza e del fantastico in Sicilia, pensata dalla redazione della rivista Fondazione, con Claudio Chillemi, Enrico Di Stefano, Emilio Di Gristina e Rosaria Leonardi, realizzata ed organizzata con l'eccezionale collaborazione di Elara Libri, nelle persone di Armando Corridore e Ugo Malaguti.
Si e' svolta nell' ultimo fine settimana di settembre del 2010, nella splendida cornice dell'Orto Botanico a Catania.
Qui di seguito un breve diario della rassegna.
Ed eccoci al primo giorno di convention il 25 settembre una bella giornata di sole rinfrescata da un venticello che la rendeva frizzante, primo importante appuntamento con i ragazzi dell'Istituto Comprensivo "Allegra" di Valverde in provincia di Catania, che in questi anni hanno conosciuto molto da vicino la fantascienza ed il suo incredibile potere evocativo, realizzando due cortometraggi: uno spiccatamente science fiction ed uno piu' votato all'horror fantasy. La proiezione di questi brevi film ha visto una platea interessatissima ed incuriosita dal lavoro creativo degli alunni, in gran numero presenti alla proiezione, insieme a molti dei loro insegnanti e genitori.
Ma con stupore da parte di tutti gli organizzatori i ragazzi non sono andati via al termine della loro esibizione ma sono rimasti curiosi di apprendere anche alle due, e piu' tecniche, conferenze tenute da Bruno Caporlingua sul fumetto di anticipazione degli anni trenta e da Emilio Di Gristina sui pulp americani che di fatto hanno dato inizio a tutto un genere letterario.
La loro partecipazione e' stata attiva e ricca di domande.
Francamente nelle quasi venti convention a cui abbiamo partecipato, raramente abbiamo visto coinvolte scolaresche.
La mattinata si e' conclusa con l'intervento dei ragazzi della scuola del fumetto di Catania, che hanno illustrato la loro splendida iniziativa di una rivista di fumetti dedicata alla fantascienza e al fantastico chiamata, come detto, F3 o Fumetti al Cubo, soffermandosi in una lunga serie di disegni estemporanei che illustravano al pubblico presente oltre le loro indubbie capacita' anche i loro metodi di lavoro.
Come ogni convention italiana che si rispetti, alle 13, pausa pranzo. La piccola trattoria a pochi passi dall'Orto Botanico, che ha avuto modo di ospitarci, ci ha proposto un intrigante menu' a base di pesce fresco.
Sorvoliamo sulla qualita' del cibo per non intristire i lettori, basti solo dire che molti degli ospiti, tra cui Ian Watson, hanno iniziato a scattare fotografie alle portate fumenti, e a prendere appunti sulla preparazione delle stesse.
Alle 16, con un ritardo mostruoso dovuto al baccanale (come chiamarlo altrimenti, visti i litri di vino bianco che sono scorsi copiosi sui tavoli imbanditi), e' iniziato il tour de force pomeridiano.
Watson & Quaglia, Malaguti (che festeggia i cinquant'anni di attivita'), Altomare, Chillemi uno dopo l'altro, senza soluzione di continuita', fin quasi alle otto di sera.
Interventi ricchi di aneddoti su cosa significa essere scrittore, editore e semplice lettore di fantascienza. Come quando Watson esordisce con un: "Eravamo io, Quaglia e Sheckley...", che sembra l'inizio di una barzelletta, ma che invece e' un fatto vero. Il loro viaggio fin dentro la Bulgaria, in piena notte, con uno scrittore indigeno come guida che chiede al grande Robert Shecley: "Cosa te ne pare del mio paese?" e lui, guardandosi intorno alle due di notte: "Mi piace tutto cio' che riesco a vedere!".
Ultimo incontro della serata con la redazione della rivista Fondazione, che nel suo decennale ha voluto presentare un numero specialissimo composto da ben 68 pagine e da uno speciale sui fumetti anni 30 in allegato.
Domenica mattina e' l'ora dei trekker. Sicilia, ultima frontiera, questa e' la cronaca di un evento che racconta come si e' giunti spavaldamente la' dove nessun'altra convention di fantascienza e' mai giunta prima, in Sicilia.
Cosi', dopo la presentazione del libro Passi nel Tempo di Enrico Di Stefano, si danno appuntamento i fan di Star Trek della costa orientale della Sicilia, piu' ovviamente alcuni curiosi, altri ospiti della convention, gli editori presenti, e alcuni dei ragazzi che praticano il cos play.
Cosa vuol dire essere trekker? A volte si e' trekker senza neanche saperlo, sottolinea Francesco Spadaro, citando un dialogo con un suo paziente che gli rivela candidamente di restare letteralmente ipnotizzato innanzi ai telefilm della serie classica.
Altre volte, essere trekker non significa necessariamente essere appassionati di Star Trek, perche' la serie di Gene Roddenberry e' portatrice di alcuni valori universali che travalico la semplice TV.
In Italia, essere trekker significa anche far parte dello Stic, di cui i due "conferenzieri" tessono gli elogi per la capacita' aggregativa, organizzativa e goliardica della associazione che si avvia a compiere gli oltre cinque lustri di vita e attivita'.
Il pomeriggio, dopo un pranzo trionfale a base di pesce condito da qualche litro di vino mai di troppo, si riprende con la proiezione del film A.I. di S.Spielberg il cui sceneggiatore, Ian Watson e', come detto, ospite d'onore della Convention.
Ian, con la traduzione di Roberto Quaglia, intrattiene a lungo, dopo il film, tutti gli intervenuti, raccontando la sua lunga collaborazione (nove mesi) con S. Kubrik. Una marea di aneddoti si riversano nella gremita sala conferenze dell'Orto Botanico. Da come il regista inglese ha fatto costruire un robot bambino spendendo qualche milione di dollari, per scoprire se la macchina potesse reggere la scena; a come Ian e' stato contattato per scrivere il film.
Il top delle rivelazioni e' stata pero' una risposta di Watson ad una elaborata domanda di uno degli intervenuti: "Si sono fatte tante ipotesi su chi abbia ideato il finale del film, si e' addirittura immaginato che gli alieni o esseri che alla fine della storia scoprono il corpo/robot del bambino in fondo al mare, siano stati ideati da Spielberg per collegarli agli alieni di Incontri Ravvicinati. Pertanto le chiedo, chi ha scritto il finale del film?".
"Me!", risponde lo scrittore lapidariamente, roteando gli occhi all'indietro e lasciandosi andare ad una sonora risata.
La Convention finisce la sera, dopo un concerto per quintetto d'archi e "rumori spaziali degli anelli di Saturno", a cura di Armando Corridore. Immersi nell' atmosfera del patio neoclassico dell'Orto Botanico e circondati da piante, fiori e alberi provenienti da tutte le parti del mondo, e' davvero un bel sentire.  Alla fine, la piu' classica delle foto di gruppo.



Arrivederci all'anno prossimo, se i venti siderali ci saranno favorevoli.
A cura di Claudio Chillemi

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